L'ambiente di San Martino di Castrozza

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L'ambiente di San Martino di Castrozza

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San Martino di Castrozza è adagiata in una verde conca prativa, circondata dal Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino. Dal paese sono visibili numerose vette dolomitiche: il grande gruppo delle Pale di San Martino con il Cimon della Pala, la Vezzana (visibile dalla zona del Passo Rolle o dall'altipiano delle Pale), il Rosetta, il Sass Maor, le cime Val di Roda, la Cima della Madonna, e dall'altra parte il rilievo più dolce della Cavallazza e le cime in porfido del Colbricon e del Colbricon piccolo. Dal paese è anche visibile il gruppo delle vette Feltrine, con la caratteristica cima a sagoma piramidale del monte Pavione.

San Martino di Castrozza (1.487 m s.l.m) è uno dei cinque municipi che compongono il comune di Primiero San Martino di Castrozza, situata nell'alta valle del torrente Cismon, nel Trentino orientale.

Il parco naturale Paneveggio Pale di San Martino

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  • Il territorio del Parco Paneveggio Pale di San Martino è situato nel Trentino orientale, a un'altitudine che va da quote di poco inferiori ai 1100 m. slm a un'elevazione massima di circa 3200 m. slm. Confina con la Val di Fiemme e la Val di Fassa sul versante settentrionale, a sud con il Primiero, a ovest con la Valle del Vanoi. Si sviluppa intorno ai bacini idrografici dei torrenti Cismon, Vanoi e Travignolo, e comprende verso est la parte trentina del gruppo dolomitico delle Pale di San Martino, mentre a ovest include le propaggini orientali della Catena del Lagorai. A nord, definita dai versanti del Lagorai e da quelli del gruppo di Cima Bocche, la vallata del Torrente Travignolo ospita la Foresta Demaniale di Paneveggio , uno tra i più celebri complessi forestali delle Alpi.
  • L'area del Parco è suddivisa al suo interno in tre differenti zone di riserva, a seconda dei valori ambientali presenti e della rilevanza delle attività umane:
  • riserva integrale (39,82%): aree a maggior tutela, dove l'ambiente è caratterizzato da una elevata naturalità; sono consentite le attività di ricerca e monitoraggio, la percorrenza dei sentieri segnalati e limitate attività di pascolo.
  • riserva guidata (49,75%): aree nelle quali l'assetto naturale e paesaggistico è mantenuto anche attraverso le attività tradizionali (pascolo, sfalcio, selvicoltura….); si mira a equilibrare le attività umane con le esigenze di conservazione.
  • riserva controllata (10,43%): aree nelle quali l'intervento dell'uomo è più marcato (piste e impianti per lo sci, insediamenti residenziali e turistici) e i valori naturalistici originari possono essere alterati; si punta alla riqualificazione delle opere esistenti e alla conservazione delle aree residue a elevata naturalità.

La fauna locale

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Tra i mammiferi, sicuramente risaltano gli ungulati: primo tra questi, il cervo , simbolo del Parco, insediatosi nell'area a partire dai pochi esemplari usciti fortuitamente dal recinto di Paneveggio nel 1963; troviamo poi il capriolo , ben distribuito in tutto il territorio del Parco. A quote più alte è presente il camoscio, con un'ampia popolazione; dall?anno 2000 si è avviato poi un progetto di ripopolamento dello stambecco sulla catena delle Pale di San Martino, con un'immissione di trenta esemplari.
La lepre comune vive solamente in Val Canali e alle pendici delle Pale; salendo di quota sopra i 1300 m. si trova invece la lepre bianca, diffusa in tutto il Parco. Le praterie alpine ospitano anche la marmotta.
Tra i carnivori il più frequente è la volpe, ma si incontrano anche alcuni mustelidi: tra questi Il tasso è quello che si trova più frequentemente nel territorio del Parco, soprattutto nella zona meridionale. Di grande interesse è la presenza di entrambe le specie del genere Martes: la faina e la martora. La prima frequenta abitualmente vecchi ruderi, fienili e stalle, avvicinandosi spesso alle zone abitate; la martora è invece decisamente più forestale.
Nelle praterie alpine la marmotta scava tane sotterranee anche di notevole estensione. Questo simpatico roditore vive in colonie i cui membri fanno a turno la guardia per difendersi dai predatori, aquila e volpe. Appena ne viene avvistato uno, la sentinella emette un caratteristico fischio, singolo o a ripetizione a seconda che il pericolo venga dal cielo o da terra, che allarma il resto della colonia, diminuendo così le probabilità di successo del predatore.
Molti micromammiferi vivono nel Parco ed è stata accertata la presenza di 13 specie di roditori e 6 di insettivori: tra i roditori ricordiamo lo scoiattolo e il ghiro, entrambi ben diffusi; tra gli insettivori la talpa, il toporagno alpino e il toporagno acquaiolo di Miller, ancora poco conosciuto.
Non è raro trovare passeggiando questi simpatici animali mi raccomando non disturbarli e rispetta la natura!!